MUSEUM OF EMOTIONS
Concept – DIVERGENCE
DIVERGENCE esplora una delle condizioni più profonde dell’esperienza umana: la tensione tra isolamento e appartenenza.
Piuttosto che rappresentare le emozioni attraverso oggetti o narrazioni, il progetto trasforma l’architettura stessa in uno strumento emotivo. Spazio, luce, proporzione e movimento diventano i mezzi attraverso cui il visitatore sperimenta stati emotivi contrapposti.
L’edificio è organizzato attorno a un momento di scelta.
Dopo aver attraversato uno spazio di ingresso neutrale, i visitatori si trovano di fronte a due percorsi divergenti. Ogni percorso conduce a un ambiente emotivo distinto, definito non da simboli ma da qualità spaziali.
Una direzione conduce progressivamente verso una sequenza di spazi più compressi e introspettivi. Qui l’architettura diventa silenziosa, raccolta, quasi interiore, esplorando la dimensione emotiva dell’isolamento.
L’altra direzione si apre invece verso una grande sala luminosa e condivisa, dove luce, scala e visibilità reciproca generano un senso di presenza collettiva. Questo percorso rappresenta l’esperienza dell’appartenenza.
Il contrasto tra i due ambienti non è immediato ma graduale. Attraverso variazioni progressive di scala, luce e continuità spaziale, l’architettura accompagna il visitatore in un percorso emotivo che nasce dalla propria scelta.
Parzialmente integrato nel paesaggio, il museo si presenta come un volume monolitico scavato da vuoti e percorsi. La materia rimane essenziale, lasciando che siano le relazioni spaziali e la luce naturale a costruire l’esperienza.
DIVERGENCE non espone le emozioni.
Le costruisce attraverso lo spazio.




